Scivolare come acqua: la pratica dell'annaffiatoio

immagini metaforiche, respirazione nel canto

In questa pratica immagineremo di trasformarci in un annaffiatoio per le piante. La voce non è visibile e l'uso delle immagini, benché possa sembrarci strano, e a maggior ragione un'immagine insolita come questa, può aiutarci tantissimo nella percezione corporea.

Durante l'inspirazione l'annaffiatoio si riempie di acqua e io sento la zona lombare e quella sacrale riempirsi di aria e ancorarsi al terreno, come se la terra risucchiasse il mio respiro. Nell'espirazione invece immagino di inclinare l'annaffiatoio in modo che l'acqua (la voce) possa scivolare giù attraverso il tubo allungato che mi figuro partire dalla zona del naso. Penso l'annaffiatoio sospeso, o appeso, sopra di me. La voce diventa come acqua, come pianto, come pioggia che cade e io mi sento sostenuta dall'alto come se il cielo mi "risucchiasse" dalla testa che percepisco "appesa". I piedi rimangono radicati al terreno.

Consiglio di fare inizialmente questo esercizio in piedi stendendo in avanti le braccia e appoggiandole al muro.

Posso seguire questo movimento con tutto il corpo durante l'inspirazione piegando le ginocchia verso il basso e, durante l'espirazione, inclinando leggermente la testa come per lasciar scivolare l'acqua verso il basso. Lascio che questo gesto, che è peraltro un pattern di movimento delle origini, diventi fluido, ondeggiante e naturale.

In una seconda fase posso solo immaginare questo movimento dentro di me e portare questa oscillazione all'interno in modo isometrico.

 

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