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Il mio approccio. Voce-Corpo-Mente

Voce-corpo-mwnte
Voce-corpo-mwnte

```Quanto più profondamente penetriamo nel mondo submicroscopico,

tanto più ci rendiamo conto che il fisico moderno, parimenti al mistico orientale,

è giunto a considerare il mondo come un insieme di componenti inseparabili,

interagenti e in moto continuo, e che l'uomo è parte integrante di questo sistema.

 Capra, Il Tao della Fisica_~~``` 

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La voce non reagisce positivamente quando si vuole agire su di essa con un atto motorio muscolare meccanico e volontario. In questo modo con tutta probabilità, si agirà tendenzialmente sui muscoli esterni della laringe, sarà difficile raggiungere la muscolatura profonda, di conseguenza il suono ne risentirà negativamente e l'atto vocale sarà forzato e poco naturale.

Guidare un allievo nel cammino verso un emissione vocale fluida non significa tanto suggerire un azione quanto, invece, stimolare una re-azione e  creare una disponibilità a ricevere informazioni facilitando un percorso che dall’esterno va verso l’interno di sé. 

Quando l'atto vocale si compie attraverso la percezione, l'intenzione e la qualità del suono cambiano in maniera molto evidente: coinvolgendo la muscolatura più profonda della laringe, il suono acquista una qualità più brillante e il processo non è più  meccanico e mentale ma è vissuto con maggiore spontaneità e naturalezza

Lo strumento vocale a differenza degli altri strumenti musicali non è qualcosa che possiamo vedere né toccare quindi una delle strade più efficaci per entrare in relazione con la voce è l' attenzione percettiva e quella che richiama il "piano simbolico" attraverso colori, linee, forme, archetipi, immagini astratte o concrete.

Le *immagini* , anche, ovviamente,  quelle che riguardano l'anatomia stessa dell'apparato fonatorio, sono di grande ispirazione e nutrono le possibilità percettive, espressive e creative del cantante.

Nel mio percorso alterno il lavoro più interiore, percettivo ed immaginativo a quello più espressivo nell'idea che l'espressione esterna nasce in modo spontaneo quanto più si coltiva la predisposizione ad aprire i sensi all'interno. 

Il lavoro con la voce ci aiuta a ritrovare un equilibrio, la giusta "pulsazione" che alterna esterno ed interno, apertura e raccoglimento.

Da vari decenni in molti campi,  e anche nell’ambito degli studi sulla voce,  le ricerche scientifiche  testimoniano la necessità di un superamento della concezione cartesiana dell’organismo visto come  macchina chimico-fisica costituita da tanti pezzi separati. Secondo questa visione meccanicistica e riduttiva, l'emissione vocale è un prodotto dell’azione di alcuni gruppi muscolari e l'educazione vocale  non è altro che la manipolazione delle singole parti senza considerare il contesto generale, psicofisico e ambientale, tenendo quindi conto solo delle caratteristiche e le proprietà delle singole componenti corporee e non del  benessere psicofisico dovuto all’equilibrio di tutte le funzioni.

A questo si aggiunge la fretta e la ricerca forzata di un suono esteticamente bello o riconosciuto tale dagli altri con il risultato che questo molte volte va a discapito del raggiungimento del *benessere* nell' equilibrio del suono-corpo-mente.

A sostegno di quanto detto vorrei citare  la  Teoria Generale dei Sistemi (o *Teoria Sistemica* ) che fu formulata da Ludwig von Bertalanffy (biologo austriaco) all'inizio del secolo scorso per poi influenzare  molti ambiti (ciberenetica, psicologia, sociologia, meccanica, ecc.)

Il "sistema ", come sostiene  Ludwig von Bertalanffy, è  un'unità composta da parti in relazione tra loro e tendenti all'equilibrio, tale che l'intero risulti diverso e superiore alla semplice somma delle parti e qualsiasi cambiamento di una di queste parti influenzi la globalità del sistema. 

Anche la voce  è un sistema  composto da più parti e per questa ragione non si può scindere il lavoro sulla voce da quello sul corpo e sulla mente.

A volte,in effetti, lo scioglimento di un blocco a livello mentale o fisico aiuta a superare un problema vocale e viceversa.

Per poter procedere in modo armonioso nel percorso di apprendimento è necessario,quindi,  trovare in sé uno spazio di tranquillità sgombro dalle preoccupazioni, predisporsi per fare esperienza per quanto possibile, di quello stato di pace e al contempo vitalità che si rende possibile quando ci apriamo alle percezioni interne, fidandoci, senza che la mente ci interrompa, ostacolandoci. 

 Concedendo, per quanto possibile,  a noi stessi, pazientemente ed amorevolmente, questo tempo calmo  e questa libertà.

È da questo luogo di presenza che l'energia vocale  trae poi la forza per espandersi verso il mondo esterno  nelle infinite forme e colori del canto nella sua dimensione più espressiva, ludica e creativa.


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